Un’opportunità da cogliere per il Meccatronico 4.0

Sempre più connessi con il mondo circostante. Anche “a nostra insaputa”. Già, perché è assodato che i nostri smartphone, così come la navigazione in Internet dal proprio computer, lasciano tracce di che cosa facciamo, di quali siano le nostre preferenze in Rete e anche di dove siamo stati. Ma quello che alcuni non sanno è che anche l’auto che guidiamo può lasciare “una scia” di informazioni e che in futuro la nostra tracciabilità sarà ancor più spinta.

Il Grande Fratello Globale

Insomma, pare proprio che saremo destinati a essere seguiti, in ogni momento della giornata, dall’occhio (talvolta indiscreto) di un Grande Fratello globale, nostro compagno della quotidianità. Nei tempi che verranno, sempre di più, mettendoci al volante della nostra vettura trasmetteremo moltissime informazioni e questo proprio grazie alla connessione sempre più massiccia della nostra auto con il mondo esterno.

Un opportunità da cogliere
per il MECCATRONICO 4.0

Durante gli spostamenti, le automobili “sveleranno” le nostre destinazioni, dati sul nostro stile di guida, ma anche i loro eventuali problemi di funzionamento, questo è sì un elemento prezioso in caso di guasto, perché consentiranno a un Meccatronico, non soltanto di capire esattamente la nostra posizione ed eventualmente organizzare il trasporto in officina, ma anche di individuare una possibile soluzione “in remoto” del guasto che affligge il nostro mezzo.

Il nostro stile di vita, insomma, sarà tracciabile in Rete in misura sempre maggiore – anche quando ci sposteremo in macchina – e le relative informazioni sono un database “goloso” per le attività commerciali che, sulle preferenze dei consumatori, tarano le proprie strategie di business, attingendo ai dettami del marketing per scegliere la miglior strada da seguire su servizi e possibilità da offrire alla potenziale clientela.

Il problema, però, è che non tutti hanno una corretta percezione di quanto siamo (e saremo) collegati con il mondo esterno. E un consumatore evoluto deve conoscere questo aspetto, con opportunità e rischi connessi. Proprio per questo, la Federazione Internazionale dell’Automobile (Fia) ha dato il via a una campagna internazionale di informazione denominata “My Car, My Data”, che in italiano si traduce come “la mia auto, i miei dati”. L’iniziativa punta a sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza di proteggere i propri dati personali che, come dice il nome stesso, appartengono soltanto a noi. E saranno le persone stesse a decidere che utilizzo farne, quali informazioni non veicolare e a chi, eventualmente, trasmetterle.

Il MECCATRONICO ha il dovere,
di informare il proprio cliente

Il “nodo” è dovuto al fatto che, a oggi, non c’è una normativa vincolante in materia. E quindi, la campagna informativa mira anche a sollecitare l’intervento delle autorità comunitarie, chiamate a deliberare in materia con leggi chiare e che mettano al riparo da brutte sorprese. La richiesta è semplice: mettere le persone nelle condizioni di scegliere quali informazioni trasmettere e quali omettere, nel contesto di un “consenso informato” da un lato, dall’altro chiarire a quali condizioni vengono offerti i servizi. I dati sono e devono rimanere nostri, ma non per questo la loro proprietà può autorizzare qualcuno a escludere una platea di consumatori dai servizi stessi, oppure ad alzare il prezzo delle opportunità fornite.

Ecco perché la campagna “My car, My Data” può rappresentare un importante tassello verso un futuro nel quale saremo sempre più legati al mondo globale, ma a condizioni che non ledano il diritto alla privacy dei consumatori. Nel nostro Paese, la campagna è curata dall’Automobile Club d’Italia, che ha promosso anche un sondaggio online.

Essere informati per non farsi fregare,
dalle case costruttrici

Un intervento normativo dovrà essere visto con attenzione anche dagli autoriparatori, chiamati a conoscere in maniera puntuale quali saranno le tecnologie del futuro, in che modo utilizzarle nella propria attività professionale per offrire risposte tempestive alla richieste della clientela. E d’altro canto, conoscere i “paletti” normativi metterà al riparo la categoria da brutte sorprese e sconfinamenti nella altrui sfera personale.

Dal 31 marzo 2018, inoltre, sarà obbligatorio su tutte le auto commercializzate nell’Unione Europea il sistema “eCall”. Di che cosa si tratta? È un dispositivo che si azionerà in caso di incidente: grazie al chip e alla SIM presenti nella vettura, saranno allertati i soccorsi al numero unico di emergenza europeo 112. Lo strumento dovrebbe azionarsi soltanto quando l’automobilista lo aziona manualmente, oppure se i sensori collegati rilevano il sinistro: è innegabile, in ogni caso, che questa innovazione – seppure utilissima – renderà ancora più tracciabili le auto.

Le Case automobilistiche si stanno già attrezzando in tal senso: pensiamo, per esempio, al “Mercedes Me”, un pacchetto di innovazioni digitali che renderà ancora più stretta l’interazione fra la vettura e il guidatore. Un altro esempio concreto arriva dal “BMW Connectdrive”, legato anche a una App da scaricare sul proprio smartphone e che, tra le sue svariate funzioni, ha proprio quella di allertare i soccorsi in caso di incidente stradale. I costruttori sono pronti alla “dead line” che scatterà tra poco più di un anno, e anche gli autoriparatori sono chiamati a fare altrettanto.

Sul mercato ci sono già le soluzioni per
il MECCATRONICO 4.0, basta saperle cercare.

La conoscenza di queste nuove frontiere, dunque, è basilare e non possiamo certo girare la testa dall’altra parte. Con la campagna della Fia, i dati sensibili degli automobilisti saranno al sicuro, e le persone potranno essere padrone di stabilire che cosa trasmettere e che cosa no, senza per questo essere escluse da un ambiente sempre più connesso. E i professionisti dell’autoriparazione devono essere informati.

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